Palinologia

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La Palinologia è la scienza che studia i pollini di tutte le piante viventi ed estinte che hanno colonizzato il nostro pianeta durante la sua evoluzione a partire da 600 milioni di anni fa.

La Palinologia rappresenta solo una parte dell’Ecologia, disciplina che studia l’ambiente in tutti i suoi molteplici aspetti. I pollini prodotti dalle piante sono di fatto cellule sessuali maschili, il cui scopo primario è quello di fecondare ovuli femminili per generare una nuova progenie e garantire così la sopravvivenza della specie.
Ogni specie botanica ha evoluto, durante centinaia di migliaia o milioni di anni, una diversa strategia riproduttiva: alcune piante, nel corso dell’evoluzione, hanno sviluppato pollini in grado di essere trasportati dal vento, altre hanno “affinato l’ attrattività” nei confronti degli insetti impollinatori coevolvendosi con essi, aumentando così l’efficacia dell’impollinazione. Gran parte dei pollini a propagazione anemofila andando a disperdersi nell’ambiente, nel suolo e nell’acqua, rientreranno nel ciclo biologico. I granuli pollinici a diffusione entomofila invece verranno intercettati passivamente dagli insetti durante la raccolta del nettare o raccolti attivamente per garantire una dieta adeguata alla loro progenie. Le piante, in entrambi i casi, avranno garantita la riproduzione.
La cosa più importante è che una piccola parte dei pollini prodotti, ed in particolare il loro codice genetico, si combinerà con quello di altre piante, primo passo necessario per accedere all’evoluzione delle specie. In generale lo studio dei pollini può fornirci interessanti informazioni e può avere numerose applicazioni in molte Scienze e Discipline, ed in alcune tecniche di rilevamento della qualità ambientale, quale il biomonitoraggio ambientale con api.

Una branca della medicina si occupa, ad esempio, delle allergie provocate da alcuni pollini; il loro immediato rilevamento può indicare il giusto momento per prevenire, con la somministrazione dei vaccini, manifestazioni allergiche in alcuni pazienti.

In agronomia ed in particolare nel settore dell’apicoltura, l’analisi palinologica del miele permette di ottenere informazioni sulla sua origine geografica e botanica, sul sistema di produzione e smielatura e sulla biodiversità presente nell’ambiente circostante.

Nel campo dell’ecologia rilevando lo spettro pollinico delle piante bottinate dagli insetti impollinatori e la loro dieta è possibile studiare la biodiversità e le competizioni intraspecifiche degli insetti pronubi.

La geologia, invece, in alcune situazioni come l’improvvisa estinzione di una pianta, può utilizzare i pollini fossili per datare le ere geologiche ed i loro piani. La paleogeologia, in particolare, permette di datare strati di terreni o rocce in base alla presenza di pollini o pollini fossili, riferiti a piante estinte o che vivevano a quelle latitudini quando il clima era loro favorevole.

In criminologia, per fare un altro esempio, l’analisi microscopica di un tessuto che rilevi la presenza di pollini può aiutare a risolvere indagini complesse.

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Pronubi

Gli insetti impollinatori sono costituiti prevalentemente da api domestiche (Apis mellifera L.) e api selvatiche (Apoidea), che formano un vasto gruppo di organismi di straordinaria importanza per la conservazione degli ecosistemi (Corbet et al. 1991; Banaszak J., 1992; Barbattini R., 1994). Questi operosi insetti, bottinando attivamente nettare e polline dai fiori durante la raccolta del nutrimento, compiono la fecondazione incrociata trasferendo il polline sugli apparati fiorali femminili di altre piante della stessa specie vegetale. Grazie a questa interdipendenza (simbiosi) viene assicurata la riproduzione e l’evoluzione di gran parte della flora esistente (Quaranta M., 2004). I pronubi, quindi, contribuiscono in grande misura alle produzioni agricole (Accorti, 1986; Accorti e Cerretelli, 1991; Giordani, 1978) di frutta, di ortaggi, di sementi, di colture oleifere e foraggere.

Purtroppo le popolazioni di questi organismi sono oggi sottoposte a forti pressioni sfavorevoli in seguito alle attività umane (Vidano, 1985; Celli, 1974, 1990). La continua diminuzione di aree con habitat adatti al loro ciclo vitale, l’immissione nell’ambiente di sostanze nocive o letali (fitofarmaci) impiegate nelle produzioni agricole, la semplificazione colturale (con conseguente perdita di risorse trofiche in momenti cruciali del ciclo vitale) (Maini, 1995), la frammentazione ambientale (Opdam et al., 1993), sono tutti fattori che hanno prodotto una preoccupante diminuzione delle loro popolazioni sino alla locale estinzione in molte regioni del pianeta (Quaranta M., 2004).

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Entomopalinologia

L’Entomopalinologia, che studia principalmente la dieta degli insetti impollinatori, apre un nuovo campo di ricerca le cui diverse finalità sono:

  • etologiche – nello studio dei diversi comportamenti di alcuni insetti impollinatori, nell’approvvigionamento del cibo sia per quanto riguarda la dieta dell’adulto che della prole, e nello studio di eventuali competizioni intraspecifiche tra piante ed insetti;
  • agronomiche – nel miglioramento del servizio d’impollinazione guidata, ricercando possibili nuovi insetti utili (allevabili) adatti sia per l’impollinazione di colture in campo che in ambiente protetto (serra);
  • rilevare eventuali specie botaniche geneticamente modificate con l’utilizzo di pronubi selvatici ed api;
  • stabilire attraverso il monitoraggio ambientale dei fitofarmaci con api, quale pianta è stata letale per le api bottinatrici tramite l’analisi del contenuto intestinale o del polline presente sul loro corpo;
  • mappare le aree perlustrate dalle api attraverso il rilevamento del polline presente sul loro corpo, nel monitoraggio ambientale con api dei metalli pesanti o altre sostanze nocive;
  • stimare la biodiversità in base ai pollini rilevati sul corpo o nell’intestino dei pronubi.

Per ulteriori informazioni sulla palinologia potete contattarci tramite il nostro indirizzo email (info@ilpianetanaturale.org) o tramite i numeri telefonici che trovate nella sezione dei contatti.

2 Commenti

  1. silvia anna maria goi

    Lo studio palinologico è stato reso famoso quasi più dalle riviste storiche e dalle grandi ricerche sul campo dello scorso secolo, e il motivo è facilmente intuibile. Si tratta infatti non solo di una scienza classificatoria su base morfologica, che abbia il solo scopo di costruire una nomenclatura specifica, ma anche di una tecnica
    di datazione dei pollini fossili e non. Attraverso lo studio dei pollini e dei mieli giungono a noi notizie fondamentali sul variare delle aree colturali e delle varietà di vegetali favorite nelle coltivazioni. Per l’area mesopotamica e per tutte le situazioni in cui scarsa risulta la documentazione storica, i suoi risultati possono risultare decisivi.

  2. Grazie per le informazioni, saranno molto utili a chi leggerà queste pagine.
    Comunque direi che la palinologia è una scienza investigativa la quale riesce a fornire alcune risposte attraverso il riconoscimento di determinati pollini. La nomenclatura specifica esiste solo nel campo della melissopalinologia, e serve a semplificare il riconoscimento dello spettro pollico presente nei mieli (facendo confluire diverse specie di piante, con polline molto simile, in un unico “Tipo” pollinico). Lo scopo è quello di permettere l’analisi di un miele, per determinarne l’origine botanica, anche ad un personale non troppo specializzato e contenere, in questo modo, i costi dell’analisi stessa. Inoltre questa semplificazione nella nomenclatura dipende dal fatto che molte piante non sono d’interesse apistico, ovvero non vengono visitate dalle api, quindi il riconoscimento puntuale (specie) di uno di questi pollini è inutile e superfluo. La palinologia, più in generale, non costruisce una nomenclatura specifica infatti tenta di riconoscere pollini di piante che hanno già un “nome e cognome” (genere e specie).

    Un saluto
    Nicola

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